30 ottobre 2010

Ars rigirandi

Di dieci cose fatte, te n'è riuscita mezza...

certo però che a me, questa continua inconcludenza in tutti i campi della mia vita, denaro compreso, ha rotto proprio le palle. Come faccio a svitarmi la testa e mettermene sopra una che finisce quello che inizia?

Mi sento un mosaico. Cubista.

26 ottobre 2010

Il tempo è un dono

Ho riflettuto, ho capito. Ho capito che quando ti rendi disponibile a dare il tuo tempo, intendo quello che è dedicato a te, che è "libero" ma per questo poco e dunque prezioso, gli altri non capiscono che è un dono. Non capiscono che è un regalo. E che quindi, per quanto insufficiente, è qualcosa per cui ti devono ringraziare. Però, sempre più spesso, finisce che tu investi molto tempo e anche denaro in progetti di altri, e che poi questi altri - PUFF - evaporano, e a te resta la preoccupazione di far funzionare le cose. Non le cose per te, le cose per questi altri, che però evaporano. E allora, questa volta, mi son detta: io ci guadagno? E non mi riferisco a soldi. Mi riferisco a gratificazioni personali. A gioia nel fare, nell'organizzare, nel vedere i risultati. E mi sono risposta che, se le suddette persone che ci mettono la faccia non sono interessate, forse anche io, che la faccia ce l'ho messa per fiducia (evidentemente mal riposta) e che in questo periodo non ho realmente tempo da regalare (perché mi serve per lavorare, mi serve per raddrizzare le cose che non vanno nella mia vita, mi serve per ME)forse dovrei desistere.
E desisto. Basta, mettiamo un punto che sia eterno a questa cosa del no profit.
Non esiste il no profit. O meglio, esiste nel cuore delle persone che ci credono come me, ma alla fine non interessa a nessuno e non ti porta da nessuna parte.
È doloroso dirlo, ben più doloroso mettere la parola fine a dei progetti personali. Lo feci un anno fa, desiderosa però di salvare qualcosa del lavoro svolto insieme a colleghi e amici che, come me, ci credono ancora e sarebbero anche felici di vedere dei frutti appesi all'albero, ma che dovrebbero avere altrettanto tempo da regalare, tanto quanto quello che serve a me. E che di fatto, non hanno. E chi meglio di me li capisce? Loro sono con me in quel cuore che pulsa.

E quindi, anche PromoArts finisce qui.
Il tempo è un dono. Nessuno può gestirvelo o sprecarlo per voi.

24 ottobre 2010

Il messaggio è conservare bottiglie vuote

Perché poi, è difficile spiegare certe giornate amare.
Difficile far capire agli amici quello che dovresti raccontare a uno psicologo. Perché è anche normale che tutti loro (tranne una, che praticamente potrebbe andare lei dal mio psicologo a raccontargli come mi sento) pensino che il problema sta alla fine, e invece no, è a monte. Parte da un rifiuto che prima di tutto è mio, nei confronti di me stessa. E se la prima persona che ti rifiuta sei tu, tutti gli altri poi diventano le conferme del fatto che hai ragione, che non ti vedi distorta, ma che sei davvero questa "cosa" che non ti piace e che non piace. Non è facile per niente prendere atto che il tuo corpo è diventato qualcosa che non è più quello a cui eri abituata, e che somiglia sempre di più a quello delle donne della tua famiglia, e che non vuoi diventare così, perché sennò sei loro, non sei più tu. Vaglielo a spiegare, a un uomo, che ti senti così e che non capisci perché uno senta la necessità di farti pensare che forse ti sbagli e poi però confermarti che hai proprio ragione. Vaglielo a spiegare senza sembrare una pazza, che non è colpa sua ma prima di tutto tua, e poi di tutti gli stronzi che hai beccato in precedenza. Vaglielo a spiegare che se spesso ti trasformi in Geppi Cucciari in una puntata di Zelig e racconti le assurdità che ti sono successe in passato non lo fai per intrattenere il pubblico, ma perché sei convinta che se le persone sanno cosa ti è successo allora non ti fanno le stesse carognate (o anche solo tiritere). Vaglielo un po' a spiegare, che vorresti solo sentirti donna. Ma che, un'altra volta, metti in saccoccia la conferma che c'è qualcuno in più che la pensa come te, quando è sobrio.

Nel dubbio, forse è meglio non dire nulla e passare per pazza.

17 ottobre 2010

Capire gli uomini versione 2.0 Remixed + Capire le donne vs. 1.0

Riprendendo questo post:

UOMO:

"Ho fame" = ho fame

"Ho sonno" = ho sonno

"Posso venire a casa tua?" = facciamo sesso

"Siamo troppo amici" = ho cambiato idea

"Non ti ho chiamata perché dovevo riflettere" = mi sto trombando un'altra

"prendiamo qualcosa insieme?" = e magari poi facciamo sesso

"non ci credo che tu non abbia amanti" = facciamo sesso

"mi dai il tuo numero di telefono?" = così magari qualche volta facciamo sesso


DONNA:

"Ho fame" = devo resistere, sono a dieta!

"Ho sonno" = che noia che sei

"Ahahaha che simpatico!" = ma hai intenzione di baciarmi o giochiamo a cirulla?

"sì, forse domani sono libera" = dove ho messo l'epilatore?

"sono ubriaca!" = è il momento buono per approfittarne, baby

"mi piace l'uomo che prende l'iniziativa" = gli ultimi quattro erano un disastro a letto

"Mi è passata la sbornia" = oh no, il quinto no!

"Non voglio una storia seria" = stavolta vedi di agire!

"ma no, non me la sono presa" = te la scordi almeno per una settimana

"Ma sì, dai, non c'è problema, ci vediamo quando puoi!" = avanti un altro!!!



Disclaimer: prendetela sempre e comunque con ironia... ma prendetela XD

13 ottobre 2010

La rubrica del cu...ore!

Care amiche,
oggi voglio consigliarvi un librino illuminante, che ho riscoperto per far fronte alle manfrine mie e delle amiche, che rispolvero però anche quando sento che il mio lato femminile (assai scarso già di per sé) sta minando il mio equilibrio interiore (e inferiore!). Autori del capolavoro, Greg Behrendt e Liz Tuccillo, già autori di Sex and the City. Il titolo, in pratica, è il riassunto del contenuto: La verità è che non gli piaci abbastanza.
Perché leggere un libro del genere? Fatevi un auto-test: vi sentite spesso ripetere cose come "non mi richiama, ma magari è ancora in ufficio" oppure "cavoli, non capisco: abbiamo trom***o come due ricci eppure è scomparso!" oppure ancora (e io con questa ci vado a nozze proprio, un classico!) "Non possiamo, siamo troppo amici", allora è giunto il momento di prendere un po' atto che La verità è che non gli piaci abbastanza. Noi donnine abbiamo un difetto ben più grande dell'innata capacità di prosciugare il conto in banca in un solo pomeriggio di shopping, ed è quello di trovare sempre delle scuse per il partner (o presunto tale). Ti dà buca e non avvisa? è uno stronzo, lascialo perdere. E no, non ha trovato traffico e non stava per chiamarti. Va avanti per un mese con bollenti sms ma poi quando torna la tua amica dalle ferie sparisce? Indovina un po' dov'è (realmente accaduta. A ME)?!? Si spara 300 km andata/ritorno per venirti a trovare tutti i fine settimana ma poi, messo alle strette, dice che non se la sente d'impegnarsi in una relazione (CIAO MARCO!!!)? Be' magari tu hai fatto bene a non sentirtela di mollargliela :) !

Ragazze, leggete di più, fate più sesso "alla pari", e incazzatevi di meno: essere "uomini" è la soluzione.


disclaimer: questo post è ironico, non prendetevela maschietti. A Marco non gliel'ho data, ma è tutt'ora il migliore amico che si possa immaginare. Non tutto il male vien per nuocere ;)

12 ottobre 2010

Oggi M'organ.

Questa mattina mi sono alzata blaterando cose astruse come "io è un altro", "lo zero non esiste", "niente è nulla", "tutto è mio" e ho concluso dicendo che "la questione è l'interesse nelle cose" e che alla fine "il messaggio è conservare bottiglie vuote".

Sarà una settimana interessante, per il mio neurone.

11 ottobre 2010

È pericoloso

...svegliarmi gli ormoni. Mammamia oh. XD

9 ottobre 2010

Cattiva.

Stavo ripensando, giunta in quella regione dimenticata per vie traverse e riflessioni su stati d'animo altrui, a quando in tutti i modi ho tentato di capire persone che si erano mostrate insicure, indecise, immature soprattutto. E allora ho riesumato un cd che non ho più ascoltato dall'ultima volta che ho chiuso la porta in faccia a una di queste persone e, pur non volendo, mi sono accorta riascoltando quelle canzoni che il ricordo dei sentimenti che provavo (seppure ormai completamente azzerati) è molto vivido. Dopo il post di qualche giorno fa sto lentamente rieducando me stessa ad affrontare i blocchi e superarli, anziché metterli a tacere. È una cosa che andrebbe fatta un po' per volta. A mente fredda però mi sono ritrovata travolta da certi meccanismi che avevo rimosso. Li vedo con distacco, e li vedo meglio. E sono giunta alla conclusione che sì, quella persona si è meritata la mia porta in faccia e tutte le cose cattive che si è sentito dire, non perché fosse il male, ma perché si era comportato con me in un modo meschino e non aveva avuto il coraggio di dirmi come stavano davvero le cose. Credo di averlo punito parecchio negandogli la mia amicizia, anche superficiale, perché era davvero affine a quello che sono, lui aveva certi lati che io sentivo miei, questo non è mai successo con nessun altro: io sono sempre stata io, nonostante gli altri. Ho composto moltissimo in quel periodo: di musicisti ne ho conosciuti ma con nessuno c'è stata quell'affinità artistica profonda e creativa, sempre in movimento, sempre all'erta, di pancia, di cuore, d'anima. Il mio pianoforte tirava fuori parole e lui, ascoltandole, le capiva; di più, imbracciava la chitarra e le completava. Eppure questo non ha impedito che andasse tutto a puttane, per cosa? Perché s'era innamorato di un'altra, una che "faceva discorsi strani", un po' stupidotta, "ma bella". E io? Eh, io per lui ero "un'artista vera, davvero una bella testa", ma a quanto pare stava bene con me solo per quest'affinità artistica di cui parlavo, perché per il resto non provava "assolutamente niente". E sì, capisco che non me lo avrebbe mai potuto dire in faccia così a crudo, ma un po' di sincerità pensavo di meritarmela, anziché dover vestire i panni di una bionda, per sentirmela dire, scoprendo così che avevo davanti non un uomo, ma un bambino, un ingenuo fino al midollo, uno che i sentimenti ce li ha ben incasinati, ma non si cura di chiarirli prima di danneggiare quelli degli altri. Questo sciocco ha cancellato in un attimo tutto ciò che provavo per lui: ora non è più la stessa cosa, lui non è più quella metà artistica di me che sentivo così forte. È diventato "quello di Torino", quello che mi ha cercata, mi ha allontanata, mi ha cercata di nuovo e poi mi ha messa via come si fa con un vecchio disco che non emoziona più. Eppure lo so che quel disco ogni tanto lo prende in mano: ma non riesce a ricordare più una sola nota, perché io gli ho graffiato il vinile.

E un po' ci godo ancora.


(Silencio.)

Spuntava la primizia dei tuoi seni
come in mare due punte di scoglio
li hai messi nelle mani di chi afferra
concessi come l'uva nella bocca

Tu sei il limite di chi cerca la terra
tu sei il limite di chi ti tocca
tu sei l'antipatica e la bella
sei quasi nuda ossia vestita quasi
ma spogliata diventi un quesito
per chi ti abbraccia come un suo vestito
e 'non ho niente' dici 'non ho niente'
tutti pensano che non hai niente addosso
dici 'vero ma quel che posso
è il mio sentimento e niente addosso'
Tu sei il tuo processo ad ogni passo
ad ogni passo come se ballassi.
Tu sei la confessione ad ogni canto
e geme il godimento e gode il pianto.
Crediamo di creare i sentimenti
li leghiamo ai piaceri e ai tormenti
li diciamo coi sospiri e coi lamenti
li giuriamo come se non fosse vero
che noi proviamo quello che proviamo.
Li vogliamo assurdi come fantasie
li vogliamo credibili ma li diciamo
con parole incredibili
e gli diamo una ragione col cuore in mano
li vogliamo capire e non li capiamo
e cosi' li soffochiamo con quelli che
noi crediamo sentimenti.

Spuntava la primizia dei miei seni
come in mare due punte di scoglio
li ho messi nelle mani di chi afferra,
concessi come l'uva nella bocca

Io sono il limite di chi cerca la terra
io sono il limite di chi mi tocca
io sono l'antipatica e la bella
io sono il mio processo ad ogni passo
la confessione di un mio gesto e' un ballo
io sono il mio processo ad alta voce
e, se confesso che respiro, io canto
facciamo un gioco bello come il mare
sono io mi faccio attraversare
il corpo nudo, limite del mondo
si muove come l'acqua con i fianchi
si muove da vicino all'infinito

il tempo è come leggere la sabbia

e noi pensiamo ai passi che lasciamo
ma l'orma dell'amore la ignoriamo
ci solleviamo, andiamo via di là
lasciando un vuoto di felicità.

8 ottobre 2010

Silencio.

Era da parecchio che non ascoltavo musica. Io, che per anni sono vissuta soltanto di essa, solo grazie ad essa e alle note del mio pianoforte, non ho acceso lo stereo per mesi. Ieri ho ripreso in mano l'ipod. E ho capito il perché di questo silenzio. La musica è ancora il mio punto debole, la sola cosa che mi scioglie in lacrime come ghiaccio al sole in questo momento di stand by emotivo che ormai non so dove mi porterà. Non posso permettermi di avere un punto debole in questo momento.
Ho chiuso di nuovo l'ipod, e l'ho messo via.
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