30 maggio 2010

La verità è che non devi piacerti abbastanza?

Signore, mi rivolgo solo ed esclusivamente a voi.
Io credo che sia palese a tutte che l'industria della moda stia giocando sempre più sporco nel proporre modelli di donne che, un po' per statistica, un po' per questioni biologiche, non rappresentano la donna mediterranea media. Non parlo solo delle modelle anoressiche, che sono così secche e spigolose che nessun uomo sano di mente vorrebbe avere nel letto: mia nonna diceva "le donne troppo magre* sono come pantaloni senza tasche, non sai dove mettere le mani", e aveva ragione.
In questa sede mi riferisco alla ormai evidente pressione psicologica che le false taglie esercitano sulla nostra psiche.
Chi mi conosce sa che non sono il tipo che si deprime a morte quando si pesa: cerco di affrontare la cosa, magari mi lagno un po', ma poi concordo con le amiche sagge che mi dicono di non rompere, muovere il sedere e andare in palestra. Insomma, so che un buon 50% della colpa dei miei lardi è tutta mia, e me la tengo. Però ieri sono andata a fare spese. Nonostante da qualche tempo sia tornata piuttosto tonda, sono riuscita, grazie anche al buon gusto di una signora che ha una boutique ("First Lady") qui a Genova, a uscire soddisfatta con abiti che mi hanno fatta sentire bene per tutta la sera, passata con le mie Amiche al cinema, in occasione della seconda proiezione di Sex and the City: delle gran fighe che vanno a vedere delle gran fighe, insomma. Ma prima di giungere in quel luogo, le tappe sono state numerose e tutte hanno prodotto lo stesso risultato.
Facciamo un po' di outing per capirci: Io ad oggi peso 65 kg per  160 cm, che è un bel po' ma non è certo obesità. Non sono malata: sono sovrappeso. Come tante altre donne dal fisico mediterraneo. Ebbene, su dieci pantaloni misurati in diversi negozi, tutti di taglia L, XL, 46, 48 e addirittura taglia 50 (avete letto bene, taglia 50) non ce n'è stato uno che riuscissi ad abbottonare. NON UNO. Addirittura in un negozio ho chiesto aiuto alla commessa che mi ha risposto: "eh, non trova niente perché teniamo solo fino alla 44, mi spiace". Ti spiace? Anche a me spiace, soprattutto di dover leggere nel viso di una che è donna tanto quanto me che un discorso come questo è sentito come "giusto".

Ragazze, NO: non è giusto che siate magre e nonostante questo non vi entri una 42 o una 44 che negli anni '80 probabilmente vi sarebbero state anche un po' larghe. Non è giusto che le ragazze come me, un po' abbondanti sia di culo che di seno si sentano costrette ad andare nei negozi che tengono solo taglie che partono dalla 46 per trovare di che abbigliarsi. Non è giusto che la società faccia sentire una donna ancora nella media un cesso ambulante solo perché ha un po' più grasso sulle chiappe. Tutto questo è ridicolo.
Cristo, siamo come siamo, prendiamoci le nostre responsabilità se è colpa nostra, ma che sia il mondo in cui viviamo a dirci che non c'è spazio be', questo è inaccettabile. Chi stabilisce i target, se non le case di moda? E chi siete voi, cari signori, per dire che una donna con più curve non ha il diritto di sentirsi bella come tutte le altre? Cosa ci guadagnate a buttare psicologicamente nel panico una fetta di vostre potenziali clienti?
Cos'è, una selezione di materiale umano? Un tentativo di forzare le leggi di Darwin?
Per favore, ragazze, non cascateci. Mangiate sano, fate sport se non vi piacete, o lagnatevi con le amiche come faccio io; ma non esagerate nel volervi magre e non fatevi del male in nome di uno standard che è una bugia. Se proprio non vi piacete ci sono un sacco di medici in gamba che, proponendo una sana alimentazione, sono in grado di farvi capire come si può essere belle fuori come lo siete dentro. Ma soprattutto, ricordatevi che è ancora quel "dentro" che continua a contare di più, anche quando i media vi dicono il contrario.




*Chiarisco che non sto parlando di fisici asciutti ma dall'aspetto sano: se avete la fortuna di essere fatte così siete in dovere di fare manutenzione, magari pensando a come potenziare il vostro corpo attraverso il rassodamento e il mantenimento dello status quo. In questa sede faccio riferimento a quel "magro" così eccessivo da sembrare "malato".

9 commenti:

  1. Premettendo che [non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema (quindi nada sex and the city 2)] ma soprattutto non faccio sport ed in più ho tutt'altro che una vita sana, direi di essere una donna fisicamente nella norma, che si lamenta ogni tanto guardandosi allo specchio, ma alla fine neppure troppo.
    Sino a qualche tempo fa per me era un must la taglia 46, a volte la 44, ed in ogni caso erano sempre tirate sul seno o corte di maniche o di gambe; sembrava che il mondo femminile fosse diviso in creature mitiche altissime e senza forme e donne rotonde e con gambe e braccia cortissime XD...non era assolutamente contemplato il fatto di essere alte ma con delle forme femminili.
    Adesso però la situazione mi sembra cambiata: a me ultimamente è anzi capitato di entrare nella fatidica 42 (da Camaieu) e nelle S (IO in una S??? Già solo per l'altezza dovrebbe essere impossibile!!!) di H&M...e non sono certo una donna piccolina!
    D'altro canto da Motivi ho trovato pantaloni taglia 46 che mi stavano stretti di vita e larghi di fianchi...che senso ha???
    Forse a questo punto ci stanno anche provando ad azzeccare delle benedette taglie che possano calzare a tutte, ma il problema principale sta sempre nella triste produzione di massa: non siamo tutte uguali, è inutile provarci....così siamo costrette a non guardare neppure più le taglie ma a provare tutto addosso e sperare che la maglia che ci piace tanto in qualche modo ci calzi bene. Per fortuna esistono ancora negozi come quello nel quale sei andata tu dove ci sono altre donne che ti aiutano a sentirti bene con quello che propongono.
    Se poi si vuol parlare delle bieche figure femminili che vorrebbero fossero i nostri esempi di femminilità...purtroppo credo la loro taglia sia davvero l'ultimo dei nostri problemi.

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  2. Ciao Mae!C'è una spiegazione in quello che mi scrivi: H&M è un negozio svedese, e le svedesi, contrariamente a quel che pensano i maschi italiani, sono in grandissima parte larghe di culo e grosse di seno. Delle Anitone pesanti, per capirci. Per cui le taglie svedesi sono più "equilibrate". E dovrebbe essere così anche in Italia, ma qui abbiamo le grandi firme che a quanto pare hanno talmente tanta puzza sotto il naso (ricordo un'intervista a un grande stilista che disse a una modella trasparente "sei grassa tesoro"... horrified)da considerare le donne abbondanti qualcosa di cui avere disprezzo. Invece, plauso a Camaieu, facciamoli questi nomi che dimostrano che non è giusto fare di tutta l'erba un fascio... :)

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  3. ...a me piaceva tanto quando andavo a comprare sentendomi bellissima da "ciao magre" ( negozio dove la taglia piu piccola è una 48 ) ...poi hanno cambiato nome perchè pare offendesse qualcuno...ma non ho ben capito chi
    LaDo

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  4. vorrei dire la mia su questo argomento spinoso... trovo ridicolo che in molti negozi non si trovi nulla oltre la 44... io non sono sovrappeso ma avendo il bacino molto largo ed essendo alta due mele o poco più trovare dei pantaloni è complicato... ha ragione Mae quando dice che non siamo tutte uguali e aggiungerei "meno male". Dopo anni ho imparato a convivere con il mio corpo e nello specchio riesco a vedere chi sono, ma leggendo questo post mi è venuto alla mente quando avevo 15 anni e mi ero innamorata di un paio di jeans esposti in vetrina di un negozio nel centro di Roma. Sono entrata, li ho provati, non salivano neanche, ho chiesto una taglia più grande e mi hanno risposto sprezzanti che quella era la taglia più grande!! Il jeans in questione era una 42 anche stretta...stava molto bene al manichino in vetrina! Ma le persone non sono manichini...l'avessi capito allora! Il punto è essere in pace con se stessi (schivando lo sguardo di disappunto della commessa di turno).

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  5. Fondamentalmente si è spostato il baricentro: non sono i vestiti adatti a noi, ma dobbiamo essere noi adatte ai vestiti. Il che è ridicolo, ma anche tragico.
    C'è una patologizzazione di ciò che è normale (cellulite, sovrappeso, conformazione mediterranea vengono presentati come difetti, se non addirittura come malattie), e una colpevolizzazione di ciò che invece è realmente patologico (spesso anche in ambito clinico sia l'obesità che i disturbi del comportamento alimentare sono guardati con un certo disprezzo). Io stessa, che scrivo queste cose, me le sento incollate addosso e ho un rapporto molto nevrotico col mio aspetto fisico.
    Le false taglie cmq sono solo un aspetto di un fenomeno così articolato che potremmo andare avanti fino a domani ad analizzarlo, e sono certa che non lo esauriremmo. Alla fin fine devono darti un modello irraggiungibile, per poi dirti che se vuoi raggiungerlo (e fanno di tutto perchè tu voglia) devi usare determinati prodotti, alimentando una certa fetta di mercato. Una persona in armonia con se stessa ha bisogno davvero di poco: al nostro sistema, basato sul consumismo, non conviene affatto.

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  6. Ecco, direi che Jordan ha centrato alla perfezione il punto. :)

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  7. Eh sì, direi anch'io che l'ha centrato in pieno.
    Soprattutto considerando che i negozi per "taglie forti" sono assai più costosi.

    E il problema non riguarda soltanto il peso: l'abbigliamento che si trova in commercio mi costringe a scegliere se vestirmi come Justin Bieber o come Renato Dulbecco! Possibile che non ci sia verso di trovare qualcosa di intermedio?

    "It's a conspiracy, I know it is! I'm not buying another article of clothing until these designers come to their senses!"

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  8. Difficile aggiungere qualcosa... Pienamente d'accordo con tutti sul fatto che si sta esagerando.

    Un mia collega, già perfetta com'è, va tutti i giorni in palestra (ribadisco, TUTTI) e si ciba solo di riso in bianco e frutta. Ma si può?

    Io... mi tengo la pancetta e la vita me la godo! :)

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  9. @L'Ale: ora vado a vedere chi è Justin Bieber, perché Dulbecco già lo so... aaaahhahahaha ma è un bambino di 10 anni!!! XD
    Però quoto: anche noi donne non troviamo quasi un tubo alla moda per taglie più forti, ci tocca vestirci da settantenni! :/

    @Simona, mai e poi mai mi nutrirò solo di riso in bianco... a meno che non sia sushi, piuttosto divento la donna cannone. E vaffa! Se mi tolgono anche il cibo e l'alcool da cosa traggo godimento (dal momento che trombano solo le magre?)!

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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