18 dicembre 2009

Se i fantasmi continuano a bussare

Ci sono delle porte che non sono mai veramente chiuse. Sono un po' accostate, e ti dispiace essere stato proprio tu a sbatterle in faccia alla persona che c'era dietro. Quando si hanno vent'anni sembra tutto così nitido, definito. Io vedevo tutto secondo la mia scala di valori, di sofferenza, di gioia ignorando i motivi che gli altri potevano avere nel credere in un'altra completamente diversa. Crescendo mi sono trovata a chiudere molte porte, alcune solo per fuggire all'angoscia dovuta a un amore ai confini del morboso, altre invece perché era necessario, altre ancora per rabbia. Una di queste è rimasta ancora lì, socchiusa, a ricordarmi di essere stata troppo presa dai miei sentimenti per capire tutto quello che la persona dietro di essa stava passando. Il dolore di non poter parlare con nessuno, se  non con me, di quel che era; la difficile accettazione di sé, di certo non adiuvata dagli amici, che lo deridevano. Il terrore che i genitori lo venissero a sapere. Sono stata cieca, forse perché troppo innamorata. Per delle bugie, che oggi vedo come l'estremo tentativo di negare a sé stesso la realtà, ho chiuso quella porta. "A volte si può anche perdonare", mi disse, "a volte si può evitare di dover sempre chiedere scusa" risposi, e non lo rividi mai più. E sono ancora a cercare il suo, di perdono, perché quando l'ira si dissolve è l'affetto che mantiene il senso di legame, nient'altro, anche a distanza, anche dopo tanti anni, e altrettanti tentativi di recupero andati a vuoto.

6 commenti:

  1. A volte per potersi salvare non c'è altro da fare che chiudere la porta e sigillarla.
    A volte invece perdonare serve a spalancare quelle porte e a far entrare di nuovo la luce.

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  2. Solo osservando da lontano si riesce a giudicare con obiettività.

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  3. Ti abbraccio forte sguincy!!
    Paolone

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  4. @Ale: come direbbe La Juleu, "ÈLLLUUUIII"!

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  5. alcuni pezzi potrei averli scritti io. precisi. il che consola a tratti e rende contemporaneamente più aspra l'accettazione. che come diceva l'amico mio "col cavolo che mal comune, mezzo gaudio. mal comune mezza epidemia". come dargli torto.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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