23 dicembre 2009

se ti chiama Babbo Natale

Che il Grande Fratello non fosse tanto in tv quanto nelle nostre case è sempre stato un sospetto, ma ora posso dire di averne la certezza. Stavo intrattenendo col mio amico Paolino una di quelle telefonate in cui l'argomento principale ve lo potete degnamente immaginare, a un certo punto sento uno strano "click".
Paolino : hai sentito?
Io: sì, hanno tirato su il telefono da te.
Paolino : ma da me non c'è nessuno tesoooro, dev'essere da te!
Io: ma no, non c'è nessuno a casa, solo io... [pensa] AAAAAAAAAAAAAA [volume 18] MAGARI È UN LADRO!!!
Paolino : ma nooo figurati, alle 10 del mattino con te in casa???
Io: AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA allora è un fantasma!!!
Paolino : la cosa più ovvia! Magari è il tuo regalo di Natale, che so, un bel maschioneee
Io: AAAAA ahaahhahahaha ahuhauhaua MAGARI È BABBO NATALEEEEEEEEEEEEEEEE
VOCE: Signorina ENCRE, allora è arrivato Babbo Natale???
Io: ...
Paolino : ...
VOCE: è la TE.LE.COM signora, allora, la linea funziona ora?
Io: ...gh lk llk wq lplp kjk
Paolino: ...
VOCE: be' direi di sì! Bene. Da quanto va?
Io: [serissima] due giorni, direi.
VOCE: Bene! Allora buone feste eh!
Io: ...bn mplklk jjhl [trad. anche a lei!!!]


Adesso chi mi prendeva in giro perché parlavo col signor Vo.da.fone ci crederà???

18 dicembre 2009

Se i fantasmi continuano a bussare

Ci sono delle porte che non sono mai veramente chiuse. Sono un po' accostate, e ti dispiace essere stato proprio tu a sbatterle in faccia alla persona che c'era dietro. Quando si hanno vent'anni sembra tutto così nitido, definito. Io vedevo tutto secondo la mia scala di valori, di sofferenza, di gioia ignorando i motivi che gli altri potevano avere nel credere in un'altra completamente diversa. Crescendo mi sono trovata a chiudere molte porte, alcune solo per fuggire all'angoscia dovuta a un amore ai confini del morboso, altre invece perché era necessario, altre ancora per rabbia. Una di queste è rimasta ancora lì, socchiusa, a ricordarmi di essere stata troppo presa dai miei sentimenti per capire tutto quello che la persona dietro di essa stava passando. Il dolore di non poter parlare con nessuno, se  non con me, di quel che era; la difficile accettazione di sé, di certo non adiuvata dagli amici, che lo deridevano. Il terrore che i genitori lo venissero a sapere. Sono stata cieca, forse perché troppo innamorata. Per delle bugie, che oggi vedo come l'estremo tentativo di negare a sé stesso la realtà, ho chiuso quella porta. "A volte si può anche perdonare", mi disse, "a volte si può evitare di dover sempre chiedere scusa" risposi, e non lo rividi mai più. E sono ancora a cercare il suo, di perdono, perché quando l'ira si dissolve è l'affetto che mantiene il senso di legame, nient'altro, anche a distanza, anche dopo tanti anni, e altrettanti tentativi di recupero andati a vuoto.

7 dicembre 2009

Chiambretti life


Per la serie "dissertazione sui massimi sistemi", ho partorito un pensiero profondo come il mio bidet. Venerdì sera mi sono messa la sveglia per riuscire a vedere su italia uno "Moonlight", un telefilm sui vampiri, ma fatto veramente bene, non come quello a cui la Meyers ci ha abituati fin'ora, bensì una sorta di mix tra "Moonlighting" (occhio che non ho scritto male, si tratta di un capolavoro anni '80-'90 che lanciò, insieme a Cybil Sheperd, il magnifico Bruce Willis),"Intervista col vampiro" (e qui spero di non dover spiegare), e "Superman". Peccato che mediaset abbia spostato al suo posto "Chiambretti night" senza preavviso e invece di vedere Mick St.John e Beth Turner ho assistito all'esibizione di Maurizio Arcieri e Cristina Moser; il che poteva anche andare bene visto che sono amici, ma io volevo proprio vederlo, quel telefilm. E così ho capito il significato profondo dell'insegnamento.
La vita è proprio così: tu ti aspetti da lei Alex O'Loughlin, ma ti regala quasi sempre Piero Chiambretti.
Son cose.
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