1 novembre 2009

Tienimi come sigillo sul tuo cuore

La prima volta che ho messo piede in un cimitero avevo due o tre anni al massimo, e la prima cosa che ho esclamato è stata: "...che meraviglioso giardino!". Ai miei occhi, questo era.
Ora che sono adulta, mi rendo conto che i bambini vedono quello che agli adulti spesso è celato. Ogni dettaglio che le persone lasciano sulle lapidi dei loro defunti è un indizio che dice molte cose su di loro. Non riesco più a percorrere i corridoi e i campi senza sentire un groppo in gola, ogni volta, non soltanto per i miei cari. Perché tutto quell'amore che è impastato di dolore e di perdita, è comunque vita. La scelta apparentemente lieve di un colore, di un fiore, di una foto scattata in un momento sereno, magari alla sprovvista, è il messaggio forte di chi resta: guarda, questo sei tu come ti ricordo io, come ti amo e ti ho amato io, sei qui con me. Così come sei ritratto, io ti riconosco. Perché ti sento, e voglio che tutti lo vedano: vivi in me con quei colori, quel sorriso.

Un tempo pensavo che fosse un luogo triste, ma non è così.
È un posto pieno, pieno di amore, così tanto che ogni volta mi scoppia il cuore di dolore.

1 commento:

  1. Infatti, serve più a noi che a loro.
    Ma l'ultima volta che sono andato a far visita ad uno dei miei morti, ho trovato il cimitero gremito di cacciatori di Eluane, vocianti e a macchine fotografiche spianate.
    Ormai non possono più riposare in pace nemmeno i vivi.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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