11 ottobre 2009

i-God

Qual è il primo pensiero che colpisce un appassionato di 2.0 e di novità tecnologiche guardando un i-Phone in funzione? Ve lo dico io: è "wow". Che non è un pensiero completo né complesso, ma oltremodo esauriente. Esprime meraviglia, entusiasmo, eccitazione, impazienza di averlo tra le mani per provare tutte ma dico tutte e ripeto tutte le applicazioni che possono essere installate. È un oggetto col quale il cervello farebbe volentieri del sesso, se potesse. Ma come tutte le cose che sembrano perfette, nasconde un lato oscuro che io ho scoperto risiedere nell'uso di Google Maps come GPS.
Ieri sera sono partita alla volta di Rho con il mio fidanzato e il suo gruppo, che avrebbe suonato in tarda serata presso un centro sociale della zona. Non amo i centri sociali per varie ragioni, ma seguo volentieri la band e mi piace Milano quando inizia a fare freddo, per cui sono partita senza fiatare. Giunti alle porte di Rho, però, il GPS ha deciso che la strada era sbagliata.
"Ehi, Marco, il cartello dice di andare a destra"
"Sì ho visto, ma l'i-Phone dice che debbo svoltare a sinistra"
"??? Sì ma seguire i cartelli mi pare un metodo sicuro..."
"Invece no, perché su Google Maps il punto di arrivo non è dove pensiamo noi"
"Ma ti fidi di quel coso?"
"Certo che sì, bisogna seguire la traccia indicata in viola."
Guardo l'i-Phone. La traccia in viola è in effetti percorsa da un pallino che siamo noi,almeno così c'è scritto. Solo che, sul più bello e proprio mentre dobbiamo svoltare a una rotonda, il pallino salta nella direzione opposta.
"Ehm, Marco, secondo me ha ragione Stefano, dovremmo seguire i cartelli..."
"Perché? Ci manderebbero dall'altra parte, ma qui si vede benissimo (prende l'i-Phone e molla il volante per tre interminabili secondi) che la destinazione non è quella che credevamo!"
"Ecco, ci siamo, lo sapevo: la tecnologia ci sta rimpiazzando. Finiremo a chiedere consigli a un frullino e ad affidare il nostro destino a un modem. Non vedo come si possa ignorare un cartello per dare ascolto a un telefono. "
"Questo non è un telefono, questo è il futuro!" E nel ribadirlo rimolla il volante per altri tre lunghissimi secondi durante i quali ne approfitto per controllare la mia cintura di sicurezza.
Dopo qualche insultino volante riusciamo a convincere Marco a lasciare perdere l'i-Phone per almeno cinque minuti e chiediamo a tre persone che ci mandano in tre direzioni diverse: uno all'Euronics, un altro a Lucernate e l'ultimo alla stazione di Rho, tutto questo mentre Stefano cerca di dimostrare l'esistenza di dio tramite i messaggi subliminali disseminati per il percorso di segnaletica che porta a Pero. Presi dallo sconforto ci fermiamo in mezzo a un incrocio (don't try this at home) per chiedere indicazioni a un vecchietto che pare autoctono, ma scopriamo presto che, autoctono o no, non ci capisce una mazza nemmeno lui in fatto di direzioni. A questo punto, sconfitti, accendiamo di nuovo il GPS dell' i-Phone.
"Ecco, visto? Per dare retta a voi guardate come siamo lontani dalla stradina viola!"
Stavolta Marco è fermo e possiamo guardare il suo dito sulla mappa senza sgranare il rosario. Constatiamo che il pallino (noi) che prima era nelle vicinanze del punto di arrivo è ora da tutt'altra parte a prendersi un caffè con il GPS di un amico che ha incontrato per caso mentre chiedevamo informazioni. Marco e Stefano si esprimono sempre di più come Sandra e Raimondo, ma non resta che seguire la mappa di Google, visto che abbiamo solo quella e che la gente del posto in realtà vive a Twin Peaks. Infatti non faccio in tempo a prendere di nuovo l'i-Phone in mano che il pallino salta di nuovo sulla stradina viola mangiandosi almeno un chilometro manco fosse uno dei Langolieri di Stephen King. Quando arriviamo, Marco scendendo trionfa: "ve l'avevo detto, IO, che dovevamo dar retta all'i-Phone!" e ci manca poco che lo accarezzi come un cagnolino obbediente. Stefano scende e con tutta calma, avvicinandosi, mi dice: "amore, ho deciso per quel BlackBerry Bold di cui ti parlavo tempo fa!"

Io invece aspiro l'aria fresca della sera e capisco che, tutto sommato, sono stata accontentata: in campagna e tra le cacche delle mucche, a giudicare dall'odore, ci sono. Chissà che il dio dell'i-Phone non mi abbia ascoltata.

7 commenti:

  1. Hahahahahhaaahhaaa! Follow the purple line!!!!

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  2. hihihihi...meno male che c'è la tecnologia a facilitarci la vita! :))))
    Anatema

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  3. Lucernate mi spacca.
    La prossima volta vengo anch'io!

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  4. Ale in effetti mi meriterei delle padellate perché non ti ho avvertito in tempo... ma pensavo sinceramente che ti saresti fatto due palle tante, non è venuta nemmeno la Grace, e noi siamo partiti subito dopo il live di Ste&C. ...Mi ci vedi in un centro sociale? XD

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  5. Perché, a me, invece, mi ci vedi? Eheheee...
    Se vogliamo vederci, mi sa che dovrò venire io a Ísnörðurland.

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  6. Ahaha!!! Mi hai fatto ricordare il gps di un mio viaggio soprannominato "la zoccola"! :D Ci faceva passare nel giardino della gente pur di guadagnare un metro sul percorso.. la zoccola.. :D
    Secchin

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  7. @l'Ale: tesoro, noi lo sai che ti aspettiamo con ansia!!! :D

    @Secchin: la tecnologia ci seppellirà!!! Ma, ahimé, non posso farne a meno, è una droga!

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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