25 settembre 2009

Ogni Corona al suo Re (Splinder, 25 aprile 2009)

Ieri sera Daria Bignardi ha intervistato Fabrizio Corona durante la puntata de "L'era glaciale". È stata la prima volta che mi è parso di vederla in imbarazzo. Un imbarazzo dovuto non alla perdita delle redini dell'intervista, quanto - a mio parere -  allo sgomento davanti a una persona così fredda e calcolatrice. Un uomo che riesce a usare sé stesso per fare soldi, a che punto è arrivato? Sono sempre stata convinta che fosse più "facile" (concedetemi l'espressione) usare gli altri, per chi non si fa tanti problemi. Ma chi arriva a strumentalizzare persino la propria immagine per denaro, ammettendolo con lucidità e senso degli affari, è inarrestabile. Non c'è nulla che possa metterlo in crisi, perché la soglia l'ha superata da tempo. Mi spaventa lo sguardo di quell'uomo e insieme mi affascina la determinazione che lo muove. Vuole diventare un mito, forse è già riuscito nell'intento. Muove le pedine in modo da uscirne pulito, almeno formalmente. Dietro a tutto questo c'è una sete immensa di fare soldi e una strategia curata nei minimi particolari. Fortuna che non è un serial killer: sono certa che sarebbe in grado di organizzare il "delitto perfetto" che nessuno è mai riuscito ad attuare. Brividi.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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