25 settembre 2009

Nell'incosciente non c'è negazione (Splinder, 17 aprile 2009)

Ho sentito un'esplosione. Mentre osservavo dal filtro di uno schermo freddo le immagini di una disperazione senza parole, ho sentito il suono di uno schianto dentro. Quando si squarcia la corazza il rumore è quello del mare che si infrange sugli scogli, il dolore che si prova possiede la stessa violenza. In quell'onda gigantesca dentro me stessa, in quell'attimo, c'era tutto: quello che provo, quello che comprendo di provare, quello che leggo negli occhi altrui e il suono di ciò che mi viene detto, quello che non vorrei pensare e quel che invece mi scopro a pensare; tutto, e senza il minimo avviso, si è infranto dentro di me. Ho perso il controllo, e sono scoppiata in lacrime. Sono fatta di una fibra che può sembrare elastica, ma non è immune agli squarci. Dentro non capisco più dove debbo andare e che cosa devo fare. E il dolore, che sia quello di uno sconosciuto o il mio che è rimasto in silenzio per così tanto tempo, non si distingue più.
Per un interminabile attimo, sono annegata.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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