25 settembre 2009

In-land Empire (Splinder, 16 febbraio 2009)

A proposito di posti bui e lati oscuri, ho appena terminato di leggere l'ultimo lavoro di Barbara Baraldi, una scrittrice emiliana molto in gamba e dalla fantasia inesauribile.  "La casa di Amelia" è il seguito de "La Collezionista di Sogni Infranti", che ha visto la luce pressappoco un anno fa.

Non ho mai amato il sequel per definizione: non credo nel potere delle storie che vengono spiegate, ciò che impressiona al primo colpo dovrebbe conservarsi nella propria verginità originaria per non risultare sciupato né sminuito. Continuo a pensarla così anche dopo questa lettura che, pur rovinando l'idea che mi ero fatta del suo primo atto, mi è parsa molto più "densa" e intimista, più matura e curata.

Non è questa la sede per parlare del libro, tuttavia metto da parte un pensiero: ciascuno di noi abita "La casa di Amelia": è la dimora dei nostri pensieri dove, se vogliamo, possiamo chiudere a chiave tutte le porte e nasconderci al buio, in attesa che passi la paura. Non esiste altro luogo dove abbiamo più potere, dove i nostri riti riescano davvero a placare ansie e timori; ciò che risiede dentro di noi modella a suo piacimento quel che sta fuori e ne cambia persino i colori. Ci condanna o ci assolve, ci rafforza o ci uccide.
In questo, forse, sta la chiave:
"Non serve guardare altrove, per trovare quello che abbiamo dentro".

Nessun commento:

Posta un commento

Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...