25 settembre 2009

E faccio quello che a voi non viene concesso (Splinder, 22 aprile 2009)

Dopo vent'anni riesco a bere qualcosa con colui che, tra tutti i miei compagni di classe, rappresentava il mio alter ego maschio, e il trauma di vederlo cresciuto, barbuto, capelluto non è nulla messo a confronto con quello che in un lampo mi provoca rendermi conto che, tutto sommato, a sei anni potevo anche piantarla di fare quella che le fanno schifo i maschi. Ma tant'è, non imbroccarne una è la mia specialità.

Sicché si beve questa fantomatica birra e si ragiona di quanto si è cambiati. E mi rendo conto che concordo con il punto di vista del mio amico ritrovato: i nostri compagni di scuola "sentono il tassametro correre", per citare le sue esatte parole. E allora giù con pannolini, biberon e vestitini taglia micron.
Pensandoci, che c'è di strano? Uno studia, trova lavoro, poi incontra una persona che corrisponde almeno in buona parte all'idea della dolce metà ideale: e allora mette su casa, si sposa, apre un conto in comune con il coniuge, comincia a studiare dove posizionare la camera dei bambini e si impegna come un matto nel processo di procreazione finché non riesce nell'intento. Io salverei solo quest' ultima parte, ma senza procreazione, ecco.
Ultimamente sto a guardare tutti fare questa fine e mi chiedo perché continui a sentirmi ancora dall'altro lato della barricata. Un po' come quando si finisce il liceo, eppure ci si trova in imbarazzo se si incontrano per caso gli ex-professori.

L'idea di un esserino che dipende da me in tutto e per tutto mi terrorizza: non ho mai preso in casa un cane né un tamagotchi perché avevo paura di ritrovarli entrambi stecchiti il mattino dopo. Non avrei retto il peso della mia totale incapacità di occuparmi persino di un software. Figurarsi un bambino. Non mi affiderei nemmeno mio figlio, se potessi.

Da piccina giocavo a fare la mammina, ed è durata molto: chissà quando sono cambiata. Forse è tutta questione di ingoiare esperienze, come nel videogioco di Miss PacMan: devo aver mangiato ancora troppo poche pillolone, per desiderare di saltare al livello successivo. Il fatto è che non sono mai sazia, e il Game Over mi spaventa.

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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