25 settembre 2009

Di ventotto ce n'è uno, tutti gli altri ne han... (Splinder, 09 marzo 2009)

E così ci siamo quasi, a trentuno. Quel numerino in più basta a sbilanciarmi e allontanarmi  dal mondo dei gggiovani per categorizzarmi definitivamente in quello degli adulti seriosi e monotoni. Cheppalle.
In effetti i segni della vecchiezza incipiente (e precoce: sono trentuno, mica settanta, eppure) si fanno sentire. Ad esempio, quando avevo vent'anni la mattina ero bella sveglia e tonica. Mi bastava un caffettino e cominciavo a macinare stronzate già alle otto. Ora invece mi perdura sulla faccia un ghigno che è un mezzo sbadiglio e l'espressione rincoglionita almeno fino alle tre del pomeriggio. Poi comincio a rodare. Ma prima mi sento una comparsa de "Il ritorno dei morti viventi". Anche per via delle occhiaie, che non dovrei avere, dal momento che non vado mai a dormire tardissimo. E anche questo la dice lunga su come siano cambiati i miei ritmi: solo quattro anni fa mi sparavo le sei del mattino il venerdì, il sabato e qualche volta anche la domenica; una volta sono tornata a casa alle otto, ho fatto la doccia, mi sono vestita, sono piombata sulla poltrona a sonnecchiare un'oretta e sono andata al lavoro (il turno iniziava alle 10,00). Pimpantissima. Tutto ciò che prima della trentina aveva il prefisso IPER ora lo ha cambiato in IPO. Tutto tranne il mio peso, che invece ha subìto il processo contrario, ma ci stiamo lavorando con buoni risultati e svariate centinaia di euro in meno nel portafogli.

Qualcuno ha suggerimenti per ritardare gli effetti boomerang dei compleanni, a parte continuare a mentire sull'età???

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Lo sai che se usi le "k" a sproposito nessuno ti si tromberà mai più?

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